I vini

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Com’è noto, la Denominazione di Origine Controllata viene utilizzata per designare un vino di qualità legato esclusivamente alla zona d’origine, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale. 
I vini a DOC, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti, in fase di produzione, a una preliminare analisi chimico-fisica e a un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare. La DOC, oltre che attestato alla qualità del prodotto, rappresenta un elemento di riconoscibilità sul mercato e di garanzia per il consumatore.
L’Aglianico del Vulture è stata la prima DOC regionale; il riconoscimento con Decreto del Presidente della Repubblica è del 18 febbraio 1971. Il disciplinare di produzione è stato modificato nel 2010 con l’introduzione di alcune novità relative alle tecniche di coltivazione e alle modalità di imbottigliamento e confezionamento. Nello stesso anno è stata ottenuta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, DOCG, per le due tipologie Superiore e Riserva dell’Aglianico del Vulture. La DOCG rappresenta il riconoscimento di maggior prestigio, previsto dalla normativa italiana, concesso solo a quei vini che si collocano al vertice della piramide della qualità. 
L’assegnazione dei riconoscimenti al comparto vitivinicolo lucano si è intensificata nell’ultimo decennio, tanto che ad oggi la produzione regionale consta complessivamente di quattro vini DOC, una DOCG e un’IGT.
Di seguito vengono illustrate brevemente le loro principali caratteristiche. 
L'Aglianico del Vulture DOC è prodotto in due tipologie, base e spumante, da uve Aglianico del Vulture, provenienti da vigneti situati nei 15 comuni dell’area del Vulture in provincia di Potenza. La produzione dei vigneti non deve superare le 10 tonnellate per ettaro, con una resa massima delle uve in vino non superiore al 70%. L’immissione al consumo dell’annata è possibile solo a partire dal 1 settembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve; il vino deve avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12.50%. Colore rosso rubino e odore tipico con pronunciati sentori di frutti rossi costituiscono le principali caratteristiche organolettiche.
La menzione DOCG è riservata al vino prodotto con uve Aglianico del Vulture provenienti dalla stessa area della DOC, ma da vigneti che abbiano una produzione massima di 8 tonnellate per ettaro. La resa massima di uva in vino è del 65% per cui da un ettaro di vigneto non potranno essere prodotti più di 52 Hl di vino. Questo vino può essere immesso al consumo solo dopo il 1° novembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve, a seguito di un periodo di invecchiamento, di 12 mesi in botte e almeno 12 in bottiglia. La Riserva richiede 5 anni di invecchiamento di cui almeno 24 in botte. Al consumo deve avere un titolo alcolometrico totale minimo di 13.50 %. Colore rosso rubino tendente al granato e sapore tipico con lieve sentore di legno in relazione alla conservazione nelle botti sono le caratteristiche del vino DOCG.
Il vino Terre dell’Alta Val d’Agri DOC è prodotto nell’Alta Val d’Agri, in provincia di Potenza, nei vigneti situati fino alla quota di 800 m.s.l.m. nei comuni di Viggiano, Moliterno e Grumento Nova. Le tipologie produttive sono tre: Rosso e Rosso Riserva (Merlot minimo 50%, Cabernet S. minimo 30%), Rosato (Merlot minimo 50%, Cabernet S. minimo 20%). La gradazione alcolica volumica minima per l’immissione in commercio è di 11,50 % per il Rosato, 12,00 % per il Rosso e 12,50 % per il Rosso Riserva. Il colore rosso rubino tendente al granato, l’odore fruttato, sono le principali caratteristiche dei vini della Val d’Agri. L’immissione in commercio è possibile dopo un anno dalla produzione delle uve per il rosso e 24 mesi per la tipologia Riserva.
Nella provincia di Matera, dalle dolci colline delle aree interne fino al litorale jonico, si realizza la DOC Matera in undici tipologie produttive: Rosso (Sangiovese 60 % e Primitivo 30%), Rosato (Primitivo minimo 90%), Primitivo e Primitivo passito (Primitivo minimo 90%), Moro e Moro Riserva (Cabernet s. 60%, Primitivo 30%, Merlot 10%), Bianco e Bianco Passito (Malvasia bianca di Basilicata 85%), Greco (Greco bianco min. 85%), Spumante (Malvasia bianca di Basilicata 85%), Spumante rosé (Primitivo minimo 90%). Questi vini riproducono tutta la ricchezza del patrimonio ampelografico regionale che si esprime in quest’area nelle forme più alte; le rese non superano le 10 tonnellate per ettaro e la gradazione alcolica varia dall’11% del Matera Bianco al 13% del Matera Primitivo. Particolarmente interessanti gli Spumanti prodotti con metodo classico da vitigni tipici della Basilicata. 
Il DOC Grottino di Roccanova è la denominazione più recente e prende il nome dalle tipiche grotte in cui il vino viene posto a invecchiare. La zona di produzione è compresa tra i comuni di Roccanova, Sant’Arcangelo e Castronuovo di Sant’Andrea, tutti in provincia di Potenza; i vitigni utilizzati, Sangiovese e Malvasia bianca e nera di Basilicata, sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area. Sono previste quattro tipologie: Rosso, Rosso Riserva, Rosato e Bianco ottenute con tecniche produttive rispettose delle tradizioni enologiche e del patrimonio culturale e paesaggistico dell’area. Le rese per ettaro sono molto basse, non superano le 8 tonnellate, e la gradazione alcolica varia dagli 11° del Bianco ai 13° del Rosso Riserva.
I vini IGT Basilicata sono ottenuti dalle uve prodotte sull’intero territorio regionale seguendo un disciplinare produttivo specifico. Le tipologie produttive base sono: Rosso (anche novello, passito e frizzante), Bianco (anche passito e frizzante), Rosato (anche frizzante). La gradazione alcolica volumica minima per l’immissione in commercio è di 10,5% per i Bianchi, 11% per i Rosati e i Rossi.

FILIPPO CORBO
REGIONE BASILICATA - DIPARTIMENTO AGRICOLTURA, SVILUPPO RURALE, ECONOMIA MONTANA