La Federazione Italiana Cuochi, in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Lucani, organizza un terzo appuntamento dedicato alla valorizzazione del prodotto tipico e della cultura enogastronomica della Regione Basilicata. Il tentativo è quello di amplificare a livello nazionale i contenuti espressi anche in precedenti edizioni. Attraverso una più estesa campagna informativa rivolta al grande pubblico, ma in particolar modo favorendo l’articolato coinvolgimento di maestranze del settore professionale della cucina, si intende stimolare l’impiego e la lavorazione dei prodotti lucani, sia nella ristorazione commerciale che nei canali di largo consumo, anche attraverso un particolare focus che evidenzierà la connessione fra sana alimentazione, corretti stili di vita ed attività fisica.
L’iniziativa prevede a tal fine una larga partecipazione di rappresentanze nazionali ed estere della Federazione Italiana Cuochi che, insieme a quelle lucane, a numerosi esperti, docenti e allievi degli Istituti Alberghieri di Stato, attende in loco la presenza di più di 400 cuochi professionisti e altri operatori alimentari, numeri che testimoniano la crescente passione e le opportunità che il settore della cucina e, più in generale, del comparto agroalimentare stanno oggi statisticamente registrando.
Basilicata Food & Wine si propone infatti anche nella veste di educational sull’agroalimentare lucano rivolto ai numerosi cuochi che parteciperanno all’Assemblea nazionale dei Delegati della Federazione Italiana Cuochi che si terrà dal 3 al 4 aprile 2017.

Un pubblico competente, unitamente ad addetti della filiera e cultori di cucina, assisterà dunque ad interventi di illustri professionisti, molti dei quali affermati chef di ristoranti stellati. Mentre, dimostrazioni pratiche, cooking show e degustazioni curate da chef dei Team dell’Unione Regionale Cuochi Lucani e della Nazionale Italiana Cuochi, oltre alla condivisione di competenze professionali, mireranno a rileggere la grande tradizione gastronomica di un territorio alla luce delle nuove sfide future, coniugandole appunto con corrette abitudini alimentari e le pratiche di una vita sana.
Grande risalto verrà dato alle trasformazione del prodotto territoriale in cucina.

L’evoluzione economico-sociale degli ultimi anni, le rapide trasformazioni di gusti e stili alimentari, hanno infatti portato molti cuochi italiani a ricercare, insieme alle competenze necessarie adeguarsi ai mutamenti del mercato ristorativo, il valore essenziale di cibi e peculiarità di una cucina italiana saldamente ancorata a radici regionali o territoriali. Sono infatti questi i motivi che rendono la nostra cucina nazionale così ricca e differenziata, lontanissima da modelli standardizzati di consumo, e sono queste le medesime ragioni per le quali essa è oggi quella maggiormente apprezzata al mondo. La scarsa attenzione alle nostre risorse territoriali rischierebbe di trasformarsi infatti in un danno irreparabile per tutta la “cucina Italiana”.
Ecco perché il progetto di Basilicata Food e Wine è finalizzato ad illustrare, attraverso seminari e lezioni dimostrative, sia ricette tipiche di diverse aree lucane nate in profonda simbiosi con il territorio come anche proposte creative e rivisitazioni dei suoi prodotti attraverso il talento di grandi chef. proposte queste, che nell’uno e nell’altro caso, mettano comunque in evidenza i percorsi d’eccellenza del patrimonio agroalimentare lucano e della sua cultura enogastronomica. Particolare importanza sarà data, a riguardo, al tema della didattica e diffusione della cucina italiana nel mondo, approfondendo argomenti legati alla corretta promozione all’estero del nostro modello alimentare, dei nostri cibi e dei nostri vini, ma anche di un italian founding legato alla nostra alimentazione come ai nostri stili di vita.
In questo momento storico, nel quale l’alimentazione ed i suoi operatori acquisiscono sempre di più un profondo eco mediatico, i cuochi hanno una responsabilità culturale importante. La competenza profonda sul prodotto che trasformano non è rivolta alla sola possibilità d’utilizzare al meglio l’ingrediente per rispondere alle esigenze alimentari del consumatore: non basta più saper cucinare ed offrire piatti intriganti, oggi la responsabilità dello chef è quella di suggerire una filosofia alimentare ed uno stile di vita che migliori il benessere delle persone in molti sensi, facendogli cogliere il profondo senso di appartenenza alle risorse di un territorio e una propria identità culturale. 

Non a caso per la presente iniziativa si è voluto indicare e coinvolgere il comune di Matera, prezioso giacimento di prodotti agricoli ma anche luogo di particolare significato culturale. Uno dei più suggestivi complessi architettonici e paesaggistici del nostro paese sarà dunque il palcoscenico ideale di queste attività. Anche perché il settore dell’ospitalità, insieme a quello della cucina, coniugando proprio le attrattive turistiche e culturali con quelle gastronomiche, rappresenta per molti territori una risorsa economica capace di creare una domanda di lavoro professionalmente qualificato. Basilicata Food e Wine vuole anche essere per gli alunni degli istituti alberghieri impegnati nei percorsi dell’ospitalità e della cucina un’esperienza e un laboratorio formativo. L’orientamento alla professione delle nuove generazioni affidato alla scuola trova infatti in queste iniziative il miglior terreno per interfacciare il sapere scolastico con il “saper fare” della professione, accorciando la distanza fra scuola e mondo del lavoro.

In conclusione

I punti fondamentali del progetto:

Basilicata Food e Wine vuole portare in regione ed in particolare nel comune di Matera l’esperienza, le competenze qualificate e la presenza stessa di una categoria professionale come quella dei cuochi che possa farsi ambasciatrice dei propri prodotti, del proprio territorio e della sua cultura.
Mira a far emergere l’esigenza imprescindibile di un produttivo dialogo fra i diversi attori della filiera agroalimentare ed enogastronomica territoriale: ristoratori, cuochi, case vinicole, produttori diretti, distributori e aziende di trasformazione alimentare ecc.
Vuole essere un’importante vetrina per le aziende produttrici, che potranno esporre ed effettuare degustazioni, avendo l’opportunità di avviare contatti commerciali con operatori del settore e visitatori.
Desidera coniugare i temi propri dell’enogastronomia con l’industria dell’ospitalità, la promozione turistica del territorio e un corretto stile di vita che abbia alla base l’attività fisica e gli sport a contatto con la natura.

Vuole essere uno stimolo importante per il mondo della formazione professionale e del lavoro, coinvolgendo nelle iniziative previste durante le giornate i giovani allievi degli istituti alberghieri
Vuole rappresentare un momento d’aggiornamento professionale per ogni operatore del settore ristorativo (barman esperti, ristorazione scolastica, ospedaliera o commerciale: tavole calde, fast-food, ristoranti, pizzerie; nonché cuochi esperti, addetti ai catering e gelaterie) e sottolineare come nel futuro di queste professioni ed attività, insieme alla capacità trasversale di adattamento ai cambiamenti del mercato, sarà decisivo l’onere e l’onore rappresentare una cultura gastronomica che trova nella ricchezza e biodiversità territoriale il suo vero e grande patrimonio, diventando di fatto ambasciatori delle sue tradizioni e delle sue risorse.
Pur presentandosi come opportunità per i professionisti che intendono acquisire o migliorare tecniche e segreti della ristorazione rivolti all’impiego di prodotti tipici lucani, desidera al contempo aprire le porte anche ad un più vasto pubblico di non professionisti ed amatori che desiderino imparare a preparare menù della cucina lucana con semplici tecniche innovative e di tendenza.
Vuole infine sensibilizzare sul tema indicato i professionisti del settore (soprattutto cuochi e operatori della filiera alimentare), ma anche le istituzioni, opinion leader e giornalisti che possano, attraverso la promozione diretta, interventi su media o campagne di comunicazione rivolte al pubblico, farsi tramite per favorire l’impiego di queste produzioni sia in ambito ristorativo che in quello del consumo familiare.